L’altro giorno ho incontrato Enrico, non lo conoscevo, ma ci ho messo 5 minuti a inquadrarlo.
No, non sono un indovino, ma fateci caso: ci sono persone che la voglia di perdere ce l’hanno scritta in fronte, tipo tatuaggio.
E infatti, non mi sbagliavo. Mi è bastato poco per capirlo.
Enrico: “Di cosa ti occupi?”
Io. “Di Marketing Strategico.”
Enrico: “Cioè?”
Io:
“Aiuto le Aziende del B2B Industriale a Guadagnare di Più, a Trovare Nuovi Clienti e ad Aumentare i Prezzi, Senza dover insistere con i Clienti per convincerli a comprare!”
Enrico: “Wow!” (detto con il tono di chi già mette le mani avanti)
“Bello, eh…! Però… vedi, nel mio settore non funzionerebbe: sai, ambiti differenti, i miei clienti sono diversi … se cambio approccio, quelli mi mandano al diavolo. Insomma, ci siamo capiti…”
Ho annuito.
Eh sì, ci eravamo proprio capiti!
Ancora una volta ci avevo azzeccato.
Eccolo lì, davanti a me, il perfetto esempio del Perdente:
Quello che ti racconta i suoi problemi non per trovare una soluzione, ma solo per lamentarsi.
Perché?
Ma è ovvio: lamentarsi è molto, molto più comodo!
Ti permette di trovare l’alibi perfetto per giustificare i tuoi fallimenti.
I clienti non comprano?
“E’colpa della crisi, la gente non ha più soldi, della qualità non frega a nessuno, gli interessa solo il prezzo…”
I tuoi Venditori non riescono a fissare appuntamenti?
“Eh, sono dei coglioni che non sanno più vendere e non hanno più voglia di lavorare…”
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Ecco, mi fermo qui ma potrei andare avanti all'infinito: alle scuse non c’è mai fine!
Le scuse ti permettono di sederti in una casa che crolla ripetendoti ‘la colpa non è mia!’… finché il tetto non ti frana sulla testa.
E lì son dolori.
L’imprenditore che corrisponde a questo identikit (e ce ne sono tanti: credetemi!) di solito è una persona che si distingue a colpo d’occhio per 2 caratteristiche:
1- Ha l’autostima sotto le scarpe
Prendiamo Enrico, per esempio.
Quando ha iniziato ad accampare scuse, a dirmi che il mio Metodo, con lui non si sarebbe potuto applicare perché il suo settore é differente, ho capito subito che era un problema di autostima non tanto di Metodo.
“Il mio settore è differente”
È la classica scusa della persona che non vuole ammettere a se stessa che fino ad oggi non ha lavorato bene.
Ammettere a te stesso che non sei in grado di prendere un Metodo che sta già dando risultati in un settore B2B Industriale affine al tuo e adattarlo alla tua realtà, significa che hai la flessibilità mentale di un ramapiteco.
Per capire non ti bastano i disegnini, ti servono le pitture rupestri.
Questa cosa è umiliante, ti fa sentire inadatto e per difenderti la scusa più veloce è:
“nel mio caso, queste cose non funzionano…”
Ma prova a pensarci: è vero, ogni settore ha le sue specificità, ma le basi del Business sono sempre le stesse.
Qualsiasi imprenditore, vuole forse le stesse cose:
✅ avere più clienti,
✅ aumentare i prezzi,
✅ vendere di più, più velocemente e senza sforzi
O, detto terra terra: ogni imprenditore che si rispetti vuole aumentare gli utili della propria Azienda!
Dimmi che anche per te è così, ti prego… in caso contrario, forse, ti conviene ripensare ai tuoi progetti imprenditoriali e darti (che ne so?) alla danza classica, o alla cartomanzia ????????????
Perché come imprenditore – te lo dico sinceramente – se non la pensi così non andrai molto lontano.
Qualsiasi Business tu abbia, hai bisogno di :
Un Sistema per Acquisire Nuovi Clienti, per Vendere di Più ai Clienti Esistenti e per Fidelizzarli nel Tempo.
2- Ha paura.
Paura di che, ti chiederai ?
Te lo dico subito: paura di uscire dalla propria comfort zone, quel gomitolo di abitudini e atteggiamenti consolidati che pur essendo deleteri e controproducenti, ti fanno sentire comodo, tanto comodo.
La comfort zone è quel falso senso di sicurezza che ti impedisce di rischiare e quindi di crescere.
Mi spiego.
Anzi, lo faccio raccontandoti una storia che purtroppo è realtà.
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Hai presente quando esplose la centrale nucleare di Chernobyl ?
Chi è stato bambino negli anni ’80, sicuramente se lo ricorda: una catastrofe con la C maiuscola.
Noi, che abitavamo a migliaia di chilometri da Chernobyl, vivevamo con la paura degli effetti a distanza delle radiazioni… immaginati chi viveva lì, in paese, a un tiro di schioppo dalla centrale.
Lo so a cosa stai pensando: “Se la saranno data tutti a gambe!”
E invece no.
Qualcuno è rimasto.
Alcuni hanno deciso di rimanere lì, nel loro appartamento: nel cuore di una città fantasma in cui fermarsi voleva dire firmare la propria condanna a morte, nel giro di pochi mesi.
Perché lo hanno fatto?
Non per coraggio o per amore per la propria terra, no: lo hanno fatto per Paura!
Una paura dell’ignoto che li ha spinti addirittura ad andare contro natura, contro lo stesso istinto di sopravvivenza, preferendo all’incognita di un trasferimento, al cambiamento, la sicurezza di una morte certa.
Ecco.
La comfort zone è proprio questo: la vittoria della morte sulla vita.
Pensaci… e credimi: tra un abitante di Chernobyl che sceglie di fermarsi in una città devastata dalle radiazioni e un imprenditore che non osa cambiare rotta, non c’è molta differenza.
Entrambi sono condannati a un morte certa. Quella dell’imprenditore è più lenta però.
E’una legge della vita: muore chi non accetta di cambiare, chi sta fermo è perduto.
Come lo squalo volpe, per esempio
Ne hai mai sentito parlare?
Giuro che esiste!
E’ il cugino “sfigato” dello squalo bianco: un animale dotato di branchie molto particolari, che riesce a respirare solo mantenendosi costantemente in movimento.
Se gli succede qualcosa che lo condanna all’immobilità – una ferita, per esempio – il poveretto è fregato: kaput!
Condannato a morire di asfissia.
Ecco: l’uomo discende dalla scimmia, ma in questo è molto simile allo squalo.
Se rimani immobile, muori.
Se ti rifiuti di evolvere, di cambiare, se scegli di mettere in catene il predatore che è in te, finisci per spegnerti.
La vita, d’altra parte, è questione di scelte.
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